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COSA VORREI COMUNICARE ATTRAVERSO QUESTO BLOG:


Le riflessioni introspettive dei miei giorni poco rosei, le insicurezze nelle cose che voglio dare il massimo, le mie conquiste quotidiane, il mio rapporto con il mondo che mi circonda, la passione che mi consuma da 6 anni e più per un uomo complicato, le aspettative di mio figlio che sta andando incontro alla sua maturità, le indignazioni per le cose ingiuste e i fatti sbagliati, le emozioni per persone incontrate per caso o per destino, le sensazioni incantevoli dei miei reportage, l'amicizia di sangue per le persone in cui credo e indifferente a chi non mi merita, l'orgoglio per alcuni miei scatti, i ricordi violenti difficili da cancellare, i miei esperimenti come graphic design. Vorrei comunicare l'urgente voglia di essere accettata per come sono, fredda ed incostante, passionale ed indifferente, profonda e superficiale, coraggiosa e codarda, altruista ed egoista, creativa e passiva, insofferente e comprensiva, fedele e farfallina, impulsiva e ponderata ma mai senza mezzi termini quando dico quel che penso.









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martedì, 26 ottobre 2004
 
"PARIS MON AMOUR!" "Tre giorni di lavoro a fine mese e il 31 Ottobre si parte per una meritata vacanzina a Parigi!"

Euforia, una strana allegria!
Se qualcuno conosce posticini interessante da consigliarmi, scrivetemi un post. Porterò la mia macchina fotografica nel caso mi trovasse davanti a qualche immagine indimenticabile, ma sopratutto voglio rilassarmi, godere dei miei soli tre giorni di totale spensieratezza. Sono strafelice, si sente no?"


postato da monicasilva | 00:09 | commenti (20)


giovedì, 21 ottobre 2004
 
"...SE MI LASCI TI CANCELLO'..." "E' il titolo di un film in sala in questi giorni che introduce bene la mia forma pensiero che non è rivolto ad una persona in particolare ma è il mio modo di vedere certe cose.
Ho un grosso difetto, chiamatemi stronza, insensibile oppure solo meccanismo di difesa, non lo so, ho la terribile mania di cancellare le persone che io abbia più amato nella vita per il semplice fatto di non essere stati sinceri con me. Do tutta me stessa a chiunque si trovi nella mia strada, amo con tutta la passione che una donna possa amare un uomo, mi do profondamente agli amici ma se sbagliano, mi fanno del male gratuito piuttosto che essere sinceri, stacco la spina. Sono implacabile sotto questo profilo. Da un giorno all'altro non esistono più. Questo succede ad amori lunghi una vita e anche ad amici che hanno fatto tanto per me. E' più forte di me. Ho una pazienza grande come una casa ma non supporto le persone ipocrite. Una, due alla terza volta brucio il chip al cervello riguardo a quella determinata persona e perdo tutti i suoi dati. Succede nel lavoro (non riesco ad essere finta neanche se ho bisogno di lavorare), succede fra le persone che mi hanno dato affetto. Sanno tutti come sono, piena di gaffe, maldestra nelle parole, ma sono sempre presente se hanno bisogno di me, forse è proprio qui il mio errore più grave. Spesso mi fraintendono credendo che il mio modo è un modo di fare male agli altri ma non è così, lo dico sulla testa di mio figlio. Mi hanno condannano per avere scritto le cose più intime del mio passato. Per qualcuno è più facile non dire le cose come stanno. E' meglio non dire certe verità. Al diavolo al loro pensiero. Passano tutta la loro giornata a nascondere da tutti quello che veramente sono per puntare il dito agli altri. Ma tanto, come si suol dire "il più pulito ha la rogna!
E la vita continua, e voglio credere che c'è ancora molta gente bella nel mondo da scoprire. E le conosco già alcune di quelle persone, mi stanno vicina da una vita o da poco e le custodisco come il gioiello più prezioso, come diceva una canzone di Milton Nascimento "...amigo è coisa pra se guardar dentro de 7 chaves ou dentro do coraçao..."


postato da monicasilva | 15:44 | commenti (15)


venerdì, 08 ottobre 2004
 
“MANCANZA DI PERSONE MAI ESISTITE, OVVERO CRONACA DI VITA SOLITARIA” “Stamattina ero in banca e in fila tra la folla c'era una dolce signora anziana che mi ha molto colpito. Mi s'avvicina e inizia a dirmi che assomigliavo sua figlia (!). Sua bambina che oramai era una donna indipendente, una dottoressa. Mi ha parlato della sua voglia di aiutarla, di starle vicina, ma anche della respinta della ragazza dei suoi aiuti. Mi disse che i figli si crescono per il mondo, che ad un certo momento della vita si dimenticano dell'esistenza dei genitori. Intanto si dimezzava la fila ed era quasi il suo turno, allunga la mano con il numero per accedere alla cassa e me lo offre. Con tenera voce mi dice: “Vada lei prima, tanto io non ho niente da fare, e poi perché devo avere fretta, nessuno mi aspetta a casa, qui almeno sono in compagnia”. Mi sì è stretto il cuore. Avrei voluto abbracciarla e dirle vuole adottarmi? Vuole essere la mia mamma, volermi bene come una figlia? Ma non l'ho fatto. Impassibile per paura di essere patetica. Mi sono detta com'è crudele la vita certe volte e quante persone sole esistono nel mondo, anime solitarie che vorrebbero tanto incontrare un suo simile.
Quando avevo 9 anni sono stata stuprata, violata dalla mia innocenza da colui che si faceva chiamare “papà”. Quando l'hanno arrestato per il fatto commesso, la persona che mi doveva proteggere, colei che si faceva chiamare “mamma”, mi ha invece punito fino a quando ha potuto, costringendomi a situazioni peggio di un animale solo perché vedeva in me una rivale!
Sono scappata da quella vita dopo anni di sevizie e maltrattamenti, avevo 17 anni quando prese la decisione, ma le ferite erano già ben profonde, cicatrici orribili, impossibili da cancellare. Non da fastidio raccontare questo segreto, fa parte di me, non mi va di nasconderlo, anzì mi fa pensare che sono molto fortunata a scampare una vita che poteva sicuramente finire male.
Mi sono rifatta una vita, lontana dal mio paese, lì c'erano troppi dolori e frammenti di ricordi che la mente ha conservato. O forse era solo l'inizio, della ricerca dell'affetto che non ho mai avuto nella mia infanzia.
Sono 16 anni che vivo in Italia, ho avuto modo di osservare bene i nuclei famigliari di varie regioni grazie al mio continuo spostare da una città ad altra proprio perché rincorro la mia pace. Ho visto certi figli trattare i genitori a suon di vafffan… e altre parole simili. Mi sono sentita male per entrambi. Poi ho notato il grande menefreghismo, figli che si perdono in svaghi futili invece di andare a trovare i genitori che non vedono da mesi, perdendo l'occasione di passare momenti piacevoli insieme a loro, di renderli felici magari invitandoli ad un cinema o a mangiare una pizza. Non mi rivolgerei mai ai miei genitori in questo modo, lo so. Mia madre mi ha torturato per anni ed io non avevo neanche il coraggio di scappare di casa! Non le rivolgevo mai una parola fuori luogo o mai alzavo la voce con lei. Credo che se uno si comporta così con quelli che gli hanno dato la vita, che razza di genitori o compagni possono essere nella vita? Il rispetto verso gli altri, secondo me, si acquista naturalmente già dall'ambito famigliare.
Oggi, mi rendo conto di aver cercato disperatamente in alcune persone la possibilità di sentirmi amata e voluta bene come una di famiglia. A volte mi ci aggrappo a coloro che mi sorridono più apertamente o che mi stringono un po' più forte, credendo di aver finalmente trovato l'amore, la comprensione che mi farebbe sentire più sicura.
Non sapete cosa vuol dire non avere una famiglia di sangue, per potervi rivolgere nei momenti improbabili delle vostre vite, di sentirvi dare un consiglio ed essere amati indipendentemente da ciò che rappresentate. Non sapete cosa vuol dire sentire dire dai propri cari che sono lì per voi, che tutto si risolverà. Non sapete cosa significa la paura di non essere in grado di crescere un figlio perché non hai nessuno con cui condividere i tuoi insegnamenti. Non sapete cosa vuol dire l'arrivo del periodo natalizio e la sensazione di essere intrusi nelle cene delle famiglie altrui.
Scrivo queste pagine perché questi sentimenti mi si fanno sempre più pressanti e perché ultimamente mi sono presa troppe delusioni. Delusioni da gente che amavo profondamente. Ho sentito dire da chi credevo parte di me, frasi come “Indipendentemente di come vanno le cose, noi ti vogliamo bene, noi ci saremo sempre per te”. Ma ironia della sorte, nel momento in cui avevo più bisogno di sentirmi qualcuno vicino, ho trovato il silenzio intorno.
Queste mie parole valgono per la famiglia ma si rivolgono anche all'amicizia. Quest'ultima poi, è cosa molto delicata, da valutare sotto lente d'ingrandimento. Recentemente un amico mi ha svelato cose che forse erano meglio se fossero rimaste nel buio, sia perché ha tradito la persona protagonista dei fatti sia perché mi ha detto cose che non avrei voluto sapere, collaborando tra l'altro alla menzogna. Di carattere poi, sono una che quando c'è da scoprire la verità, travolgo tutti, anche con metodi poco ortodossi pur di sapere in che mondo vivo. Detesto le persone che mi dicono una cosa e fanno un'altra. E' così difficile essere sinceri? La libertà di ognuno sta proprio nella sincerità, secondo me. Ma purtroppo vedo che il mondo è pieno di gente che ha doppia faccia. Gente con numeri di telefono segreti e amante fisiche, amiche che tradiscono con la scusa che l'hanno fatto per te, amici che godono a sfasciare un'amicizia pur di raccontarti un pettegolezzo ed ecc, ecc. “Non è difficile uscire e tradire alla prima occasione, il difficile è restare fedeli”, frase del film Hollywood Ending di Wood Allen.
A volte per tutte queste cose m'isolerei sulla montagna più alta, ma so anche che si tratterebbe di scappare perché sono avvenimenti quotidiani cha fanno parte delle nostre vite ormai, non si possono mutare.
E' mia opinione che non concluderò mai la ricerca dell'amore disinteressato. Guardo la mia vita e vedo che non c'è nessuno che mi aiuti a portare le buste della spesa su per i quattro piani di casa, nessuno che mi aiuti a portare i mobili del trasloco, nessuno che mi aiuti ad appendere un quadro sul muro del mio salone o dipingere la parete con un colore più allegro, nessuno che mi apre il frigo e mi dice c'è da fare la spesa o che mi tiene mio figlio mentre vado a lavorare senza farmi pesare o chiedermi soldi.
Chissà, forse mi lamento troppo o magari piango troppo facilmente perché sono sudamericana e perchè ho uno spiccato senso del sentimentalismo, ma so anche che c'è molta gente che non ha mai cercato di conoscermi fino in fondo. Mi hanno voluto credere forte e preteso sempre un sorriso sulle labbra perché devo essere solare e non permettono quel velo di tristezza che s'affaccia ogni tanto sui miei occhi.
Io continuo per la mia strada con la consapevolezza che è facile giudicare gli altri, il difficile è guadarsi le proprie mancanze e i miei difetti li conosco tutti e non ho vergogna di ammetterli: Sono terribilmente carente d'affetto e nella disperata ricerca di chi mi vuole prendere per come sono, con tutti i miei annessi e connessi, comprese le mie puntuali gaffe. E rivolgo tutta la mia solidarietà a quelle persone che vivono i miei stessi disagi, io almeno spero che abbiano un meraviglioso bambino che faccia crollare momentaneamente tutte le incertezze della vita, come quando il mio Davis mi stringe forte forte e mi dice: “ti amo mammina!”.












postato da monicasilva | 17:23 | commenti (14)