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COSA VORREI COMUNICARE ATTRAVERSO QUESTO BLOG: Le riflessioni introspettive dei miei giorni poco rosei, le insicurezze nelle cose che voglio dare il massimo, le mie conquiste quotidiane, il mio rapporto con il mondo che mi circonda, la passione che mi consuma da 6 anni e più per un uomo complicato, le aspettative di mio figlio che sta andando incontro alla sua maturità, le indignazioni per le cose ingiuste e i fatti sbagliati, le emozioni per persone incontrate per caso o per destino, le sensazioni incantevoli dei miei reportage, l'amicizia di sangue per le persone in cui credo e indifferente a chi non mi merita, l'orgoglio per alcuni miei scatti, i ricordi violenti difficili da cancellare, i miei esperimenti come graphic design. Vorrei comunicare l'urgente voglia di essere accettata per come sono, fredda ed incostante, passionale ed indifferente, profonda e superficiale, coraggiosa e codarda, altruista ed egoista, creativa e passiva, insofferente e comprensiva, fedele e farfallina, impulsiva e ponderata ma mai senza mezzi termini quando dico quel che penso.
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venerdì, 18 marzo 2005 "INCUBI MATERNI, REALTA' INESISTENTE". Pochi giorni fa ho avuto un sogno. O meglio un incubo. Ne ho avuto tanti sogni strani nella mia vita ma questo mi ha colpito, perchè mi ha fatto soffrire come se fosse vero. Abitavo in una città, o luogo molto simile a quello di ora ma gli eventi si svolgevano in un passato non tanto remoto. Sento qualcuno, una donna, in piazza urlare con accento brasiliano il nome di mio figlio Davis, anzi, nome e cognome. Incuriosita vado fuori alla porta. La prima stranezza è che abitiamo attualmente al 4° piano, nel sogno invece mi trovavo al piano terra. Il tempo di aprire la porta e trovarmi in piazza di fronte a casa nostra, che vedo con sorpresa, mia sorella minore di cui ho perso tracce. Nel sogno aveva su per giù 12/13 anni. Le invito ad entrare in casa e in quel momento mio figlio esce dalla stanza dal letto dove stava dormendo fino ad un attimo prima. Lui era molto più piccolo di ora, circa 2/3 anni e camminava in quel modo bufo dei bambini che hanno appena imparato a dare i primi passi, incerti, goffi, divertenti. L’impressione che mi ha dato però era che fosse consapevole, più maturo dei dimostrati 2/3 anni. Gli presento mia sorella che lo trova delizioso ed io le domando dove era nostra madre. Mi dice che si trovava fuori da qualche parte a cercarci. Dopo poco la intravedo in lontananza, mi indirizzo verso di lei con i due bambini. Non ci parliamo direttamente, lei si rivolge a me però attraverso mia sorellina. C’è un gran imbarazzo, sono indecisa se salutarla o meno. Le avevo giurato una volta che non le avrei mai più parlato dopo l’ultima volta che mi ha aggredito per strada. La guardo e vedo che si è messa tantissimi vestiti per ripararsi dal freddo. Provo un pò di pena per lei, ho pensato che doveva essere duro trovarsi in Europa con il freddo che fa, non ha mai vissuto un inverno così rigido nel suo paese. Come nei film , c’è un taglio temporale della scena. Mi trovo di nuovo in casa mia al 4° piano, ma con in più una terrazza, cosa che ora non c’è. Soli io, mia sorella e Davis. La terrazza non ha recinti e la cosa mi disturba. Mi sale un brivido al pensiero che i bambini giocassero in un posto così pericoloso. Mi avvicino a Davis e giusto in quel momento lui si sbilancia e inizia a precipitarsi nel vuoto. Io mi butto e mi aggrappo a lui. Penso se mio figlio cade io cado con lui. Provo un profondo freddo nello stomacco mentre cadiamo. Sono certa che moriremo tutti e due e chiedo a dio di ricevere le nostre anime. Guardo per un attimo il marciapiedi prima di arrivare alla fine ma stranamente il pavimento non è così duro, nell’impatto non sento dolori. Perdo i sensi. Mi sveglio poco dopo con fatica. Nessuno mi assiste. Mio figlio non c’è. Vedo un mucchio di gente correre in una direzione, so per certo che stanno portando il mio bambino al pronto soccorso. Mi alzo a stento e corro mentre cerco di chiedere aiuto. La mia voce esce bassa, inaudibile nel turbinio di gente che c’è in piazza. Li seguo, continuo a cercare di comunicarmi con qualcuno per avere notizie di Davis ma non mi riesce, è come se non mi ascoltassero, come se non esistevo, forse ero già un fantasma. Seguendo quelle persone ignare della mia presenza, arrivo in uno strettissimo vicolo. Capisco che stanno portando il mio Davis da qualche parte in quella direzione. Mi trovo davanti ad un palazzo,salgo degli scalini. Arrivo in una stanza che credo sia l’infermeria. Davis giace su un lettino. Ha un taglio profondo sulla fronte. I medici gli puliscono le braccia e le gambe che sanguinano ininterrottamente a causa di alcuni graffi riportati durante la caduta. Penso, è vivo, grazie al cielo! Penso anche a quanto siano strani quei graffi. Forse gli ha fatti mentre scendevamo in aria. Lui si rivolge a me, nonostante i suoi pochi anni di età, con aria sicura. Dice: “Mamma, mi hanno messo la flebo ora non potrò piegare il braccio”. Gli bacio e dico di non preoccuparsi, tutto passerà, in quel momento ho aperto gli occhi. Mi sono svegliata con una sensazione di vuoto nella anima, di tremenda paura. Sono andata di corsa a stringere forte forte la mia forse unica ragione di vita in questo mondo. L’amore di una mamma è talmente forte che persino un sogno che coinvolge il suo esserino in un incubo come questo, può risultare la peggiore esperienza della vita. Comunicazione di amicizia. Marco Fracassa sul suo blog http://marcofracassa.splinder.com, ha scritto una recensione per due brani indimenticabili: Rimmel di De Gregori e Giudizi Universali di Bersani, con uno scontro in voto per capire la preferenza degli utenti. Leggetelo e poi mi saprete dire. postato da monicasilva | 19:37 | commenti (21)
domenica, 06 marzo 2005
SGRENA LIBERA, MOMENTO DI PROFONDA RIFLESSIONE AL SENSO DI QUESTA GUERRA. IN EDICOLA MAX CON UNA COMPILATION MOLTO SPECIALE. SAN REMO CHE PASSIONE. ANAGRAMMA, UNA SOLUZIONE NON C'E' SE NON SI CERCA APPASSIONATAMENTE. GIULIANA SGRENA Sono molto felice per la liberazione di Giuliana Sgrena. Forse la sua storia finalmente farà una apertura nel cuore dei nostri capi di governo per far rientrare i nostri connazionali in Italia e finire con i dolori di tante famiglie italiane. Sono però molto sconcertata con i fatti accaduti subito dopo la sua liberazione. Trovo che la vicenda abbia troppi lati oscuri. Chisà quante verità verrà fuori e se verranno mai fuori. Staremo a vedere. ANAGRAMMA Sono giorni particolari questi. Mi sto impegnando tantissimo per portare a termine un progetto che ho persino trascurato tutto il resto delle mie cose. Torno su queste pagine per scrivere una mia frase sull'anagramma che vi ho proposto qualche giorno fa. L'anagrama non è per forza il solo scambiare la posizione di una parola per comporre un'altra. Si può benissimo scomporre tutta una frase, separare le lettere e da lì partire con la creazione di una nuova parola o frase. Io ne ho trovate tante soluzioni al punto di quasi impazzire. Dalla frase "Il sorriso di un bambino" ho composto questo: "L'INNO MOSSO, RARI I DUBBI". Un pò arcaico, lo so, ma mi piaceva così. In questa frase ci sono tutte le lettere della frase dei giorni scorsi, non c'era nessun messaggio segreto. E' un gioco divertente e utile per esercitare un pò la mente. E vedo che siete molto pigri ragazzi!! Nessuno ci ha provato per niente. Ma va bene lo stesso. MAX E LA COMPILATION PER L'IPOD Max è in edicola e alla pagina 228, c'è un articolo molto interessante per gli appassionati di musica. Massimo Poggini ha contattato 60 artisti per chiederli di compilare una loro lista di 10 brani preferiti che non dovrebbe mancare assolutamente dentro l'IPOD. Il risultato sono 600 brani scelti da Samuele Bersani, Eros Ramazzotti, Michael Moore, Michael Bublè, Avril Lavigne e tutti gli altri. Io ho avuto l'onore di aprire l'articolo con un mio scatto. Chi è curioso di scoprire cosa propongono i protagonisti del jet set, andate in edicola a prendere Max, che si presenta in formato big per festeggiare i suoi 20 anni questo mese! SAN REMO, BONOLIS x TYSON Tempo di San Remo, ma non mi va di commentare particolarmente la manifestazione ma sì ad un paio d'interventi. La prima impressione va tutta ad una canzone fuori concorso, di un personaggio che non mi ricordo il nome, voluto fortemente sul palco da Paolo Bonolis. Il testo è bellissmo "Quando i bambini fanno OH!" Parla di bambini ma più precisamente dei loro stupore verso le cose semplici della vita che noi grandi abbiamo dimenticato crescendo! Grandioso veramente anche perchè poi è la canzone sigla del progetto Darfur, ascoltatela con attenzione appena vi capita perchè il messaggio è toccante. La mia seconda impressione va a Mike Tyson. Lui per me era un mito. Quando era imbattibile, mi postavo davanti alla Tv insieme ai miei amici per assistere alle sue prodezze, anche se odio la boxe, sport che mi riesce difficile capire dato la quantità di violenza gratuita. Ma i colossi cadono, si corrompono con il tempo, si perdono nell'oblio di un'alba luminosa. So che attirerò cattive parole nei miei confronti ma io per quel signore lì, provo un piacere immenso sapere che è ancora in piedi. Non è un personaggio raccomandabile per quanto riguarda i suoi trascorsi, è vero, ma mi è sembrata una persona piena di dolcezza, di voglia di essere capita, un tenero grosso orso. Non capisco le persone che stanno sedute lì nelle loro poltrone a dare giudizi negativi solo perchè hanno sentito o letto certe storie sui giornali. E' un puritanismo fuori luogo, razzismo poco velato. Lui ha ammesso di avere commesso errori, di essere un essere umano, di aver sofferto ingiustizie per quanto riguarda le carcerazioni. Io sono per lui nonostante sia accusato di avere stuprato una donna, io che per prima dovrei condannarlo, visto che sono stata vittima di violenze sessuali, anche se il mio caso è stato di pedofilia. Sono per lui perchè credo che in ogni uno di noi c'è del buono se qualcuno ci da ancora una seconda opportunità. E poi per concludere, ho visto un Paolo Bonolis totalmente affascinato da quel uomo, un motivo ci sarà! QUANDO L'UMILTA' VA SOTTOLINEATA Leggevo qualche tempo fa un piccolo articoletto su un giornale che parlava di una donna africana. Per 10 mesi all'anno lavora in Italia, nel Nord, come colf. Senz'altro direte: E cosa c'è da meravigliarsi? C'è da meravigliarsi che la signora in questione lavora sì per dieci mesi come colf, ma per gli altri due mesi, torna nel suo paese natio, in un piccolo villaggio sperduto in Africa per svolgere il ruolo di regina! Sì, proprio così, una REGINA con tanto di suditi! Dice che siccome ha bisogno di soldi per vivere, fa la collaboratrice domestica nel bel paese, perchè è l'unica cosa che sa fare! E pensare che c'è gente che non fa altro che ostentare quello che non ha o che non è! Bene per adesso è tutto, tornerò al più presto non appena ho finito il mio progetto, che non voglio svelare niente per timore che non riesca a finire nei tempi prevvisti. PS: Angelo di Collettivo Soleluna ha qui postato il testo di Povia I Bambini Fanno Oh!
postato da monicasilva | 00:19 | commenti (26) |