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COSA VORREI COMUNICARE ATTRAVERSO QUESTO BLOG:


Le riflessioni introspettive dei miei giorni poco rosei, le insicurezze nelle cose che voglio dare il massimo, le mie conquiste quotidiane, il mio rapporto con il mondo che mi circonda, la passione che mi consuma da 6 anni e più per un uomo complicato, le aspettative di mio figlio che sta andando incontro alla sua maturità, le indignazioni per le cose ingiuste e i fatti sbagliati, le emozioni per persone incontrate per caso o per destino, le sensazioni incantevoli dei miei reportage, l'amicizia di sangue per le persone in cui credo e indifferente a chi non mi merita, l'orgoglio per alcuni miei scatti, i ricordi violenti difficili da cancellare, i miei esperimenti come graphic design. Vorrei comunicare l'urgente voglia di essere accettata per come sono, fredda ed incostante, passionale ed indifferente, profonda e superficiale, coraggiosa e codarda, altruista ed egoista, creativa e passiva, insofferente e comprensiva, fedele e farfallina, impulsiva e ponderata ma mai senza mezzi termini quando dico quel che penso.









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mercoledì, 28 settembre 2005
 
UN MOOD GLAMOUR PER DOLCENERA IN PIANO E CHITARRA. UN POST A MO' DI DIARIO SENZA IMMAGINI  PER ORA.  ANTONIO FORCIONE A MILANO SENZA QUARTET.

Sono troppo felice e mi va di condividere un pò di questi momenti con voi. Qualche tempo fa mentre facevo zapping alla tv, mi sono imbattuta in un reality che si chiamava "Beauty Farm". Ma non è stato il reality a chiamarmi l'attenzione ma si una certa signorina che non conoscevo e non sapevo bene chi era: Dolcenera. Era seduta su un divano e aveva un espressione che mi aveva colpita. Sono rimasta lì a guardarla e a pensare di quanto mi piacesse quel viso, di come potrei fotografarlo a modo mio. Certe sue espressioni, certi suoi sguardi, mi intrapolavano.  Sono tornata altre volte ancora a vedere quel reality, solo per Dolcenera, che tra la'ltro l'ha anche vinto!
Un giorno parlavo con una mia amica giornalista e le ho accennato la mia curiosità artistica fotografica verso questa artista. La mia amica mi ha semplicemente sugerito di cercarla e di farle sapere questo desiderio di catturarla con il mio obiettivo.  Ho pensato che fosse un ottima idea ma avevo poco coraggio.  Per mia fortuna  un giorno mi sono svegliata e ho sentito quella giusta energia per fare il primo passo.  Ho cercato il sito di Dolcenera e ho scritto una mail più che semplice:  "Mi chiamo Monica, sono una fotografa emergente e avrei immenso piacere di fare un servizio fotografico per Dolcenera". Questo quanto ho scritto o qualcosa di molto simile.  Dopo che la mail  è partita ho pensato che dovevo essere totalmente fuori di testa!  Figuriamoci se mi risponderanno!  Bah!  Metti i piedi per terra e vai avanti con i lavori che hai già, mi sono detta.
Dopo due giorni, poco prima della mia partenza per un reportage per Max in spagna, mi arriva nella posta una mail di Lucio Fabri, produttore della mia musa nonchè componente della PFM (Premiata Forneria Marconi).  Per la mia sorpresa, lui mi proponeva un incontro con lui e lei in un qualche concerto visto che erano in giro per la tournée.  Sono susseguite una serie di emails ma senza che io mai riuscisse a concludere niente a causa di vari lavori che avevo in corso. Mi rendevo conto che stavo perdendo il contatto fino ad Agosto quando mi sono trovata un pò più tranquilla e mi sono messa in testa di recuperare il progetto.  Abbiamo fissato un incontro durante un concerto a Milano.  Ho avuto il primo impatto con lei in un camerino. Era molto concentrata e finta cordiale. Mi sono sentita fuori luogo o presente nel momento sbagliato per fare le nostre conoscenze.  Sono stata invitata io e il mio fedele collaboratore Mattia, che la adora, a mangiare con loro dopo il concerto.  A cena mi sono trovata con altri importanti personaggi della musica e lei.  Inizio abbastanza freddino, ma poi siamo sciolte ed è nato una bella intesa.  Mi ha trovato nella sua agenda due giorni liberi  e fissato la data.  Avevo una certa incertezza sul fatto di andare a Milano a fare le foto ma poi per fortuna mi hanno proposto di farla nella mia città cosa che mi ha dato la possibilità di scegliermi il luogo più congeniale per le foto.  Volevo una specie di cappanone, un simil loft, con pavimento di parquet e un pianoforte in mezzo. Desiderio esaudito.  Un amico mi ha trovato il futuro show room della Belstaff ancora in fase di finitura dei lavori di ristrutturazione e non poteva essere più che perfetto. 
L'atmosfera era ideale. Ho arredato (il locale era tutto vuoto) con lampade e quadri appoggiati per terra, tutto prestato da amici e da casa mia. Il piano in mezzo a questa ampia stanza sospesa tra le finestre e soffitto ad arco, Dolcenera che delicatamente suonava  e cantava mentre coglievo i suoi momenti più intensi. 
Il risultato è un lavoro splendido che molto presto spero di poter condividere con voi.  Per ora siamo in fase di scelte delle immagini per cui non posso ancora svelarle.  Sono certa che lo capirete e sarete pazienti fino al momento in cui qui pubblicherò le prime preview.

ANTONIO FORCIONE
In occasione dell'incontro con Dolcenera, che poi non era altro che una convention della Yamaha Musical Instruments, ho conosciuto un artista italiano che abita da 22 anni a Londra.  Antonio Forcione. Un chitarrista di talento ineguagliabile, considerato il Jimi Hendrix della chitarra acustica, Forcione è uno degli artisti europei più carismatici ed inventivi degli ultimi anni, è sopratutto conosciuto ed apprezzato come solista e leader del gruppo Antonio Forcione Quartet.  Vi consiglio l'album intitolato "The Touch Wood".  Non ho mai visto un chitarrista diventare tutt'uno con la sua chitarra come lui.  Non ho mai visto un essere umano riuscire a fare diventare un solo  istrumento  un intera band.  Tirava fuori dei suoni che sembrava che avesse 5 musicisti sul palco. Pizzicava le corde  in un modo che mi domandavo come faceva a farla suonare così la chitarra. Toccava il legno e sussurava dentro note musicali di puro stato simbiotico. 
Non lo so, forse mi son fatta sugestionare dalla atmosfera che si era creata in quel forum ma secondo me è un artista di un talento formidabile.  Ascoltatelo se avete l'occasione e fatemi sapere.
postato da monicasilva | 23:41 | commenti (12)


lunedì, 05 settembre 2005
 
MAX TIME OUT DI SETTEMBRE PORTA LA CORSICA. DA NON PERDERE!
SEMPRE IN TEMA REDAZIONALE, HO CONOSCIUTA E  FOTOGRAFATA MARIA VENTURI, VI RIPORTO SPEZZONI DELL'INTERVISTA PUBBLICATA SU CONFIDENZE.  UN PENSIERO DI INDIGNAZIONE PER NEW ORLEANS! MR BUSH, LEI E' UNA PERSONA DAVVERO ORRENDA!!

Sono finite le vacanze per tutti ed eccoci qui puntualmente con i nostri post e riflessioni quotidiane. In questo caso, le riflessioni più profonde vanno a New Orleans.  La mia la dico in conclusione di questo post.
Dopo molto riflettere e emails  a me inviate da amici e sconosciuti che visitano questo blog, ho deciso di mantenerlo aperto. Troverò il modo di esprimermi senza creare polemiche o ferire qualcuno.  Per cui sono più inventiva che mai e con una gran voglia di essere presente.  Cercate di  avere pazienza per i miei tempi ma sarò presente sempre che mi sarà possibile.  Nei prossimi mesi ci saranno mooolte novità!!  Restate collegati!

MAX DI SETTEMBRE
A Luglio sono stata con la redazione di Max  per un fantastico on the road in Corsica.  Il numero di Settembre porta il reportage fotografico e articolo con 100 indirizzo e consigli per vederla al meglio. Personalmente mi sono innamorata di Bonifacio, affascinata da Bastia e trovato Corte intrigante! Il resto lascio a voi le vostre sensazioni.

corsica

CONFIDENZE DI MARIA VENTURI
A fine Luglio, Confidenze (Mondadori) mi ha incaricato di fare un servizio fotografico di una scrittrice.  Lì per lì non avevo idea di chi avrei incontrato e neanche di come avrei impostato il lavoro con questa persona, anche perchè di solito mi danno carta bianca con mia discrezione di come fare le foto.  
Sono andata fino a Brescia per incontrare Maria Venturi, scrittrice di best sellers e di fiction televisive di successo. Non immaginavo di incontrare una donna tanto speciale.  Ho intravisto in lei un'aurea bambina nonostante l'età.  Abbiamo parlato molto e mi ha fatto piacere avere ascoltato le sue parole condite da qualche piccoli segreti come se fossimo amiche di vecchia data.
Qui vi trascrivo spezzone dell'intervista pubblicata su Confidenze n° 34,  il 24 Agosto scorso.

LA SIGNORA CHE INVENTA LE FICTION.
Ha creato le trame di Incantesimo e Orgoglio e scritto libri che sono diventati tutti best seller.  La fantasia di Maria Venturi è inesauribile.  Come la sua sincerità.
Di
Maria Grazia Sozzi - Foto di Monica Silva

maria Venturi

Colpire al cuore, avendo come arma le parole. Questo è il segreto del successo di Maria Venturi, giornalista, scrittrice e sceneggiatrice. E' lei che ha inventato le vicende di Incantesimo e i personaggi di Orgoglio, oltre ad aver scritto 18 romanzi diventati best seller.  

I tuoi personaggi vivono storie tormentate. Anche tu hai avuto una vita difficile?
"In verità no. Ma l'ispirazione mi viene dalla realtà, come succede per il mio ultimo romanzo, La bambina perduta."

Di cosa parla?
"E' la storia di una donna segnata  da uno stupro subito dal compagno della madre."

Un tema forte. E' ispirato ad un caso vero?
"Nasce dalla mia esperienza giornalistica e da un numero agghiacciante: 18 mila. E' il numero delle molestie sessuali compiute in Italia negli ultimi 3 anni."

Pensi che leggendo possa servire a chi ha subito questa orribile violenza?
"Ne sono sicura: ho già ricevute molte lettere di donne che si sono riconosciute e che mi ringraziano per averne parlato."

(....)

Parliamo d'amore.
"Da ragazza volevo  essere indipendente, così a 20 anni ho fatto un breve ed infelice matrimonio per uscire di casa. E' durato due anni e mi ha lasciato lemie due figlie, che sono gemelle."

Come è finito?
"E' finito quando sui campi da sci ho incontrato Andrea, il mio grande amore, la fortuna della mia vita. E' stato un colpo di fulmine e una grande passione.  Sono andata via di casa e ho cominciato una lunga convivenza, nell'attesa dell'annullamento delle prime nozze. Poi, 25 anni fa, ci siamo anche sposati."

(....)

Tu invece che mamma sei stata?
"Una mamma con molti sensi di colpa: facevo la giornalista, poi il direttore di giornale, avevo poco tempo, e se stai poco con i figli, rischi di sbagliare.  Non dico che i genitori debbano essere perfetti anzi gli errori servono, perchè i figli imparino che tutte le persone possono avere debolezze e che al mondo si possono subire piccoli tradimenti.  Il punto è che se non hai tempo non hai modo di rimediare."

Le tue figlie come vivono le tue assenze?
"Me le hanno spesso rimproverate, abbiamo anche avuto rapporti difficili.  Mi accusavano di essere ambiziosa: i figli ti perdonano il lavoro solo se ti fa soffrire, non possono perdonarti un lavoro che ti piace."

(....)

Hai una grande sicurezza. Su cosa è basata?
"Sulla consapevolezza che ho di aver saputo costruirmi una posizione nel lavoro e nella famiglia e sulla mia capacità di non drammatizzare mai.  Le decisioni importanti nella vita sono al massimo due o tre all'anno, per il resto è inutile prendersela. Bisogna imparare a fregarsene dei brutti voti, e non lamentarsi mai."

Un desiderio?
"La salute e...Morire lavorando."

Ovviamente ho scelto alcune parte dell'intervista altrimenti sarebbe stato troppo lungo. Spero che vi abbia dato un idea di come sia questa donna.


IN CONCLUSIONE, NEW ORLEANS E MRS KATRINA
Sono molto colpita, come d'altronde credo anche molti altri, del disastro accaduto in New Orleans. La città del jazz scomparsa in questo modo! Fats Domino colpito come una foglia al vento! Ma la cosa che mi fa più inorridire è sapere che le persone di quel luogo vivono una vita di stenti.  Immaginate quanti soldi il signor Bush investe nella guerra?  Ma è mai possibile che si possa essere così insolenti con la vita delle persone?!
Ho sempre voluto pensare nella super potenza americana come un luogo di promessa e sogni realizzati ma poi nei momenti disperati, viene fuori la verità e ti rendi conto, che quello che hai, è di gran lunga molto di più di quanto non immagini e di come sei fortunato di averle.  Poi come il mio solito me la prendo con quel Signore lassù, che gestisce il mondo e la vita delle sue creature.  Signor DIO, è mai possibile che tu permetta che colpiscono le anime più spoglie?  Perchè simili disastri accadono sempre laddove non c'è scampo?  
So che potrei sembrare blasfema oppure qualcos'altro ma io con quel Signore lassù ci ho sempre parlato così. E anche ora mi trovo indignata con la sua poca voglia di stare dalla parte dei più deboli.  Che mi perdonino i bigotti e le persone ipper credenti, ma non posso non urlarglielo i mie disappunti.
Alla prossima con pensieri, aiuti e quanto altro si possa fare per chi in New Orleans ha bisogno.

postato da monicasilva | 14:20 | commenti (21)